Massimo D’Alema
Figlio d’arte. Il padre Giuseppe è stato deputato per il PCI. Come vedete siamo già alla seconda generazione (e questo l’ho scoperto proprio ora anch’io!).
Già iscritto nella FGCI (federazione Giovani comunisti italiani) all’età di 14 anni. Si diploma al liceo classico e poi si iscrive alla normale di Pisa a filosofia. Non si laurea. Dopo i tafferugli del ’68 (di cui ebbe parte rilevanti insieme al compagno di merende Mussi), decide di non dare la tesi perché un noto comunista è diventato un pezzo grosso del suo corso di laurea. E’ evidente che tanto a lui la laurea per campare non serviva, infatti diventerà presidente nazionale della FGCI dal 75 all’80. Credo che se fossi andato a dire a Papà che non discutevo la tesi per un motivo del genere, Parkinson o no mi avrebbe fatto fare il giro della Lombardia. A calci nel culo!
Entra nel direttivo nazionale, torna in Puglia, impara a circuire le masse.
Che lavori svolge? Solo spulciando la pagina di wikipedia si scopre che è stato direttore di un giornale: l’unità alla fine degli anni ’80. Di certo per le sue mirabili doti di giornalista, non perché già da anni era membro del partito.
Eccolo: probabilmente non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Il lavoro come lo concepiamo noi non sa nemmeno cosa sia. E’ una pustola. Un pidocchio sanguisuga. Come molti altri, sia chiaro.
Spocchioso, arrogante, falso e scansafatiche. Il perfetto uomo politico.
Anche ladro e corrotto, a detta sua!
Secondo un’inchiesta di Panorama, nel 1985 Massimo D’Alema, allora segretario regionale del PCI in Puglia avrebbe intascato 20 milioni di lire per il partito da parte di Francesco Cavallari, imprenditore barese, “re” delle case di cura riunite[8][9]. L’episodio sarebbe stato ammesso anche da D’Alema in sede processuale, ed infatti stando a quanto riportato da Panorama il giudice Russi nel decreto di archiviazione del caso avrebbe aggiunto le seguenti considerazioni: “Uno degli episodi di illecito finanziario, e cioè la corresponsione di un contributo di 20 milioni in favore del Pci, ha trovato sostanziale conferma, pur nella diversità di alcuni elementi marginali, nella leale dichiarazione dell’onorevole D’Alema (…)”.[10] L’inchiesta sottolinea inoltre come all’epoca dei fatti la vicenda non avesse trovato spazio sulla stampa[11].
Costui avrebbe dovuto diventare Mr Pesc, ministro degli esteri dell’Europa unita. Se in Europa non l’hanno voluto e gli hanno preferito una contessa laburista il motivo è lapalissiano.
Questo personaggio è in dolce compagnia di tanti altri. I due capoccia della lega nord (Bossi e il suo cagnolino Maroni) sono dei cantanti mancati. Anche Bossi è un laureato mancato. Gli mancavano 11 esami alla laurea in medicina, nonostante dicesse alla prima moglie che usciva per andare in ospedale.
Tutti i personaggi di spicco dell’udc e del pd sono cresciuti sostanzialmente come il lider Massimo. Molti del centro destra, come Fini e gli ex AN; Bondi, come Bossi, ex FGCI. Altri volta gabbana come Mastella e l’ex radicale Capezzone che da segretario radicale diventa portavoce del pdl.
Berlusconi, il cosiddetto uomo nuovo della politica italiana, aveva la tessera del PSI, quella della P2 ed era un amico intimo di Craxi. Sparito Craxi e la sua protezione politica, per i suoi affari ha dovuto buttarsi in politica con tutte le scarpe. Così, dal politico di professione, finalmente abbiamo anche la politica delle veline e dei personaggi dello spettacolo. E’ evidente: al peggio non c’è proprio fine. Noi lavoriamo e li manteniamo. Loro non lavorano e ci schiavizzano.
Buon raglio a tutti!