Il cancro della democrazia

Il politico di professione

Il politico di professione è al di sopra del popolo che lo ha eletto. Facendo della sua attività politica il proprio lavoro, egli, a lungo andare, si trova in una condizione che lo isola e lo rende diverso dal cittadino medio. In questa condizione è quindi il meno indicato a votare le leggi per il popolo. Infatti con il passare del tempo gli interesserà solo fare di tutto per salvaguardare i propri privilegi più che il bene comune. Non ultimo, essendo così distante dai suoi concittadini non ne può più comprendere in prima persona i bisogni.

Una prima soluzione potrebbe essere quella di ridurre a due il numero massimo di mandati. Forse si dovrebbe addirittura fissare a due il numero massimo di mandati di rappresentanza in generale, ovvero cumulandoli fra tutti i tipi di rappresentanza possibile (parlamentare nazionale, europeo, consigliere regionale, provinciale o comunale). Questo obbligherebbe i politici a non fare i rappresentanti per più di un decennio.

Il vantaggio è ovvio, anche se i politici di lunga data potrebbero ribattere che ci vuole gente esperta per fare il loro lavoro. Esperta in cosa non lo dicono mai, anche se è intuibile.

Quello che invece deve essere esplicito fin da subito è che la fine del politico di professione è possibile solo se si prevede un rientro del rappresentante nella società e al lavoro precedente. Questo è possibile se il mandato non si protrae troppo nel tempo e se l’attività di rappresentante è, possibilmente, part-time.

Il politico, nella veste di rappresentante del popolo, di professione è un cancro per la democrazia (governo del popolo per gli amanti di etimologia). Infatti la classe politica, come la storia ampiamente dimostra in tutte le democrazie e pseudo democrazie, tende ad auto perpetuarsi. Con il tempo si conoscono tutti, si vogliono bene fra tutti. Fanno finta di litigare, ma sono sempre pronti a darsi una mano (vietare gli arresti piuttosto che le autorizzazione a procedere). Alla fine sono lì da tanto di quel tempo che anche il potere economico e finanziario, e spesso pure la mafia, li conoscono. Ne conoscono debolezze e segreti. Li possono ricattare in vari modi. Quindi si trovano nell’imbarazzante situazione di non essere liberi, nemmeno volendo, di fare il meglio per la società. L’unica cosa è cambiarli con sangue nuovo.

Certo. Credo che un partito basato su questa semplice idea sia al di là da venire…



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