Una rappresentanza poco rappresentativa
I numeri si possono interpretare e confondere. Eppure se utilizziamo la camera dei deputati come campione della società italiana (la fonte è lo stesso sito della camera) dovremmo concludere che un italiano su due appartiene a una di queste 6 categorie (nell’ordine di numerosità):
| Professione | Numero Onorevoli | % | % cumulata |
|---|---|---|---|
| Avvocato | 85 | 13,06% | 13,06% |
| Dirigente | 79 | 12,14% | 25,19% |
| Imprenditore | 73 | 11,21% | 36,41% |
| Giornalista | 63 | 9,68% | 46,08% |
| Funzionario di partito | 39 | 5,99% | 52,07% |
| Docente universitari | 39 | 5,99% | 58,06% |
Ovvero, la prossima volta che fate la coda al supermercato o alle poste date un’occhiata a chi vi sta davanti e chi è dietro. Almeno uno di loro due fa parte di una delle 6 categorie di cui sopra.
Non ci credete? Bene, nemmeno io. Certo ci sono 47 deputati classificati come “altro”, circa il 7,2%, e non possiamo sapere che lavoro svolgono; potrebbero essere casalinghe o magari operai. Casalinghe forse. Operai no. Alla voce operaio infatti ce ne sono 4 (pari allo 0,61 %). Per intenderci sono tanti quanti i militari di carriera. In effetti ho sempre sospettato che l’Italia fosse una nazione guerrafondaia, con tutte queste missioni di pace a cui deve partecipare!
Come è ovvio che l’Italia sia la patria del diritto e della legalità: alla camera ci sono 21 avvocati per ogni operaio e 2 magistrati per ogni operaio. Ci sono 16 giornalisti e 7 medici per ogni operaio. In compenso un solo farmacista ogni due operai.
L’Italia è una nazione fondata sul lavoro. Sulle fabbriche portate in Cina? Sul lavoro di chi? Di giornalisti, avvocati, docenti universitari, dirigenti non meglio specificati?
E’ arrogante sostenere, da parte dei politici di professione, che loro facciano i rappresentanti del popolo meglio del primo poveraccio che passa per strada. Quanto meno il dubbio a me resta, e probabilmente è un dubbio che hanno molti altri italiani. E’ un discorso qualunquista? Ovviamente sì. Il rappresentante dovrebbe essere anche una persona qualunque. Magari qualcuno che sa quanto costa un litro di latte o di benzina. Qualcuno che conosce cosa significa fare la coda per andare a lavorare o essere stipati come sardine su treni puzzolenti, sporchi e spesso in ritardo. Chi vota le leggi vota per tutti: mi sembra naturale che quindi sia più probabile che una persona del popolo meglio possa decidere se una certa legge è utile o no al popolo stesso.
Mi sta anche bene che il parlamento non sia esattamente uno specchio, statisticamente parlando, della nazione. Ma qui abbiamo rovesciato del tutto le proporzioni. Il parlamento italiano è fondato su gente che non produce e spesso non ha mai lavorato. I risultati sono fin troppo evidenti.
Se mai di gente preparata in materia ne abbiamo bisogno, ma ai vertici di comando: ai ministeri, agli assessorati e così via. Invece noi abbiamo dei ciucci incompetenti che prendono le decisioni, e un’oligarchia, non troppo diversa da una mafia a tutti gli effetti, a votare e proporre leggi.
Non sarebbe bello vedere per una volta Bossi, D’Alema, Fini e tutti gli altri lavorare in una forgia? O spandere letame per la Brianza? No. Prepariamoci a sopportare anche i loro figli…
4 settembre 2010 alle 12:27 |
[...] pur vero che una rappresentanza perfetta è impossibile, ma anche qui è questione di grado. Ho già fatto notare che il Parlamento italiano è veramente poco rappresentativo. Fra la srappresentatività del Parlamento italiano e quella perfetta c’è molto da lavorare. [...]